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Come avere il credito di imposta per le protezioni e la sanificazione del luogo di lavoro

I chiarimenti dell’Agenzia sulle principali misure fiscali introdotte con il decreto Liquidità

di Patrizia Maciocchi

Dalla detrazione dell’Iva e deduzione dei costi per la cessione dei farmaci a uso compassionevole, al fatturato di riferimento per la sospensione dei versamenti fino alla trasmissione in via telematica dei versamenti.
Con la circolare n. 9/E arrivano dall’Agenzia delle entrate i primi chiarimenti sulle principali misure fiscali introdotte dal cosiddetto decreto Liquidità (Dl 23/2020): un “pacchetto” di risposte alle domande poste dalle associazioni di categoria, operatori e dalla stampa specializzata.

Sanificazione e acquisto di protezioni nei luoghi di lavoro

Con il decreto liquidità viene ampliato l’ambito del credito d’imposta introdotto dal “Cura-Italia” . L’ agevolazione fiscale è riconosciuta per le spese sostenute nel 2020 per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale: dalle mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3 ai guanti dalle visiere di protezione alle tute. Nel trattamento agevolato rientrano anche l’acquisto e l’installazione di altri dispositivi di sicurezza utili a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, come, ad esempio le barriere e pannelli protettivi. Nella circolare si precisa che nel “beneficio” sono compresi anche detergenti per le mani e disinfettanti.

Sospensione dei versamenti di ritenute e dell’Iva dovuti per aprile e maggio 2020
Le entrate precisano che possono beneficiare della sospensione anche le imprese agricole, a prescindere dalla natura giuridica e dal criterio utilizzato ai fini della determinazione del reddito imponibile, compreso quello su base catastale. In attesa dell’operatività del registro del terzo settore, possono beneficiare della sospensione gli enti non commerciali, che svolgono attività istituzionali di interesse generale, anche se svolgono attività commerciale non prevalente, purché non in regime d’impresa.
Sul fronte della verifica delle condizioni per poter usufruire della sospensione, occorre verificare il calo del fatturato o dei corrispettivi, secondo le percentuali previste dalla norma, in modo separato, per ciascuno dei mesi di marzo e aprile 2020, rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente.

Ad esempio, per sospendere i versamenti di aprile, è necessario fare riferimento solo al fatturato o ai corrispettivi del mese di marzo 2020 e confrontarlo con quello dello stesso mese dell’anno precedente. La sospensione dei versamenti di aprile spetta anche se, nel mese di aprile 2020, il fatturato o i corrispettivi sono diminuiti in una percentuale inferiore rispetto a quella prevista dalla norma. Per determinare fatturato o corrispettivi si deve fare riferimento alla data dell’operazione. In caso sicché di fattura differita, ai fini dell’imputazione dell’operazione ai mesi di marzo o aprile, vale la data dei documenti di trasporto. La regola si applica anche alle imprese di autotrasporto. È, infatti, irrilevante il fatto che le fatture emesse per le prestazioni possano essere annotate entro il trimestre solare successivo a quello di emissione.

Nell’ipotesi che una parte delle operazioni effettuate dall’impresa non rilevi ai fini Iva, il riferimento al fatturato e ai corrispettivi può essere esteso anche ai ricavi e compensi, che, quindi, sarà necessario includere nella determinazione degli importi tra i quali operare il confronto richiesto dalla disposizione.

Gli acconti dovuti complessivamente per il 2020 e, quindi, entrambe le rate dovute per tale annualità, possono beneficiare della speciale disciplina fiscale introdotta per incentivare il calcolo con metodo previsionale. Una norma grazie alla quale non sono previste sanzioni e interessi se la differenza tra acconti dovuti in base alla dichiarazione presentata ed acconti versati non supera l’80 per cento

Assistenza fiscale a distanza
In nome del distanziamento sociale e dunque per consentire ai contribuenti di restare a casa, l’autorizzazione all’accesso alla dichiarazione precompilata 730/2020 può essere trasmessa, anche in forma libera, in via telematica, ad esempio, tramite e-mail o sistemi di messaggistica istantanea o mediante il deposito nel cloud del Caf o del professionista abilitato.

(Fonte Il Sole 24 ORE)

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COVID-19, ANIP-Confindustria:chiede maggiore coinvolgimento nella fase 2 dell’Italia

“La ‘fase 2’ per il Paese deve coincidere con una massiccia opera di sanificazione in tutti i contesti coinvolti nella ripartenza. Anzi lo diciamo con forza: la sanificazione è la ripartenza dell’Italia. Non solo perché è un’azione fondamentale per la difesa della salute pubblica, ma soprattutto perché è il presupposto stesso della ripresa della nostra economia e della nostra vita più in generale.

È  in corso il più grande intervento di igiene, pulizia e sanificazione in Italia, grazie alle imprese del comparto dei Servizi: un settore che viene continuamente definito strategico (e lo dimostra anche l’incentivo del credito d’imposta inserito nel dl ‘Cura italia)’, ma da parte del Governo non esiste ad ora nessun piano strutturale, nessun coordinamento, e ci sorprende che non ci sia nessun interlocutore che rappresenti questo settore nella task force della ripartenza prevista a Palazzo Chigi.

Sappiamo, perché operiamo da sempre in tal senso, che una maggiore pulizia, igiene e sanificazione sono alla base dell’auspicata fase di riapertura. Prendere un autobus, un treno, una metropolitana, entrare in banca, negli aeroporti, in tutti gli uffici pubblici e ospedali: sarà possibile farlo in sicurezza solo se immaginiamo di convivere con questo virus anche fuori dall’emergenza. Quindi, mi chiedo, chi controllerà se ambienti e persone saranno in condizione di igiene e salubrità, dunque adatti per circolare e lavorare in sicurezza? Da parte nostra c’è la completa volontà di aiutare il Paese e di collaborare con le istituzioni, ma chiediamo maggiore tutela per i nostri lavoratori, cui vanno assicurati i dispositivi di protezione individuale, e di essere direttamente coinvolti per una maggiore presa di coscienza dell’importanza dei Servizi in Italia, l’unico grande cantiere in grado di far ripartire l’Italia da subito”.

Lo dichiara in una nota Lorenzo Mattioli, presidente di ANIP-Confindustria, l’associazione nazionale imprese di pulizia e servizi integrati di Confindustria

(Fonte gsanews.it)

Emergenza Coronavirus: abbiamo scoperto il valore del pulito (e di chi lo crea)

L’emergenza Covid-19 che ha colpito il nostro Paese ha “squarciato il velo di carta” sull’importanza dell’igiene, personale e ambientale, e soprattutto sul valore di tutti quei professionisti, dalla grande impresa al singolo operatore,
che quotidianamente si spendono per mantenere sani, salubri e sicuri gli spazi in cui viviamo, lavoriamo
e trascorriamo il nostro tempo libero. Un’emersione improvvisa, purtroppo causata da circostanze drammatiche nonostante fosse da anni in testa agli obiettivi di associazioni di categoria e altri soggetti rappresentativi del comparto. Con la certezza che, anche a emergenza conclusa, nulla sarà più come prima.

(Tratto da GSA n.3, marzo 2020)

Coronavirus: pulizia e sanificazione del suolo e degli ambienti di lavoro

Spazzamento stradale e igiene del suolo sono sempre stati trattati quali argomenti secondari nel dibattito riportato dalla grande stampa relativo ai servizi ambientali e negli stessi Contratti di Servizio sovente vengono trattati come collaterali rispetto alla raccolta dei rifiuti.

Ciò in conseguenza della maggiore visibilità della seconda e soprattutto delle politiche orientate alla tariffazione puntuale; la volontà di perseguire una raccolta differenziata spinta attraverso la raccolta mediante contenitori stradali dotati di calotte meccatroniche per il riconoscimento dell’utenza e il controllo della frazione conferita oppure tramite il porta a porta condominiale o domiciliare impattano in effetti direttamente sull’utenza ben più dello spazzamento meccanizzato.

Ci è voluta una pandemia dalle dimensioni mai viste in epoca moderna per portare alla ribalta questi “umili” servizi, considerati erroneamente secondari. Come si stanno organizzando le aziende di igiene ambientale per affrontare questa vera e propria emergenza?

Va riconosciuto innanzitutto che si tratta di operatori coinvolti in prima linea rispetto a questa vera e propria guerra con il virus CoViD-19, continuamente esposti al rischio biologico. Vale la pena riflettere su come le aziende del settore si sono organizzate in queste settimane per svolgere il loro delicato che fondamentale compito.

La priorità va data, in primis, agli operatori. Nelle Marche la Confservizi regionale ha organizzato l’acquisto congiunto di qualche centinaio di mascherine, poco prima che il dibattito pubblico ne rendesse tristemente famosa la necessità. Afferma Paolo Berlardinelli di Cosmari: “stiamo affrontando periodo in cui ogni di noi affronta scenari nuovi, ad esempio proprio per mascherine eravamo abituati da anni a verificarne la classificazione ma non la presenza della valvola che favorisce sì l’operatore ma, da quanto apprendiamo, non protegge da contagio verso esterno. Risulta per noi fondamentale in questa fase che nessuno agisca motu proprio ma che si ascoltino pareri dei comitati scientifici preposti. Ad esempio, un documento pubblicato da ISPRA anche su nostra istanza chiarisce alcuni aspetti relativi al lavaggio strade con una linea guida ma ancora troppi seguono procedure proprie basate su ricerche internet, utilizzando in maniera indiscriminata alcuni prodotti che rischiano a loro volta di risultare dannosi. Dovremo cambiare forma mentis per fare tesoro di questa esperienza”.

Il documento d’indirizzo citato si intitola “Indicazioni tecniche del Consiglio di Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente relativamente agli aspetti ambientali della pulizia degli ambienti esterni e di disinfettanti nel quadro dell’emergenza CoViD-19 e sue evoluzioni” ed è liberamente scaricabile dal sito all’indirizzo http://www.isprambiente.gov.it

Anche l’Istituto Superiore di Sanità ha fornito, con parere del 18 marzo, indicazioni generali in merito alla disinfezione degli ambienti esterni e l’utilizzo di prodotti disinfettanti sottolineando come siano diffuse informazioni scorrette e contrastanti rispetto alla capacità di alcuni prodotti, quali il comune Ipoclorito di Sodio, nella sanificazioni delle superfici stradali, prodotto sconsigliato a tale scopo dal Consiglio di Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), il cui parere è richiamato dal documento sopra citato, per il suo evidente potenziale inquinante a causa della potenziale formazioni di sostanze volatili cancerogene. Sono considerazioni preziose in un una realtà nella quale in molti Comuni il lavaggio strade rischia, in mancanza di studi mirati, di apparire più d’immagine che di reale efficacia.

Passando ad operatori di grandi dimensioni, per fronteggiare emergenza coronavirus, a Roma AMA si è dotata di un comitato tecnico, appositamente costituito, che periodicamente si confronta anche con le rappresentanze sindacali aziendali di categoria, che coordina e gestisce l’emergenza programmando ed eseguendo le varie azioni coordinate.

In particolare per tale emergenza sono stati messi in campo i seguenti provvedimenti che possono fungere da esempio per le tante aziende meno strutturate:

· Sanificazione diffusa delle strade di ognuno dei 15 municipi di Roma, molti dei quali hanno estensione superficiale paragonabile alle 10 maggiori città italiane, con autobotti dotate di sistemi di erogazione liquido a pressione con barre di lavaggio orientabili e meccanizzate. Le botti aventi 9000 litri di capacità ciascuna, vengono rifornite di soluzione a base di acqua e liquido sanificante, “nelle giuste concentrazioni”.

· Con lo stesso sistema sono stati sanificati circa 50.000 contenitori stradali, ed effettuata la pulizia e sanificazione nei pressi di farmacie, ospedali e luoghi sensibili.

· Nei luoghi di lavoro, tramite specifiche squadre di personale specializzato, sono stati soggetti a sanificazione tutti gli ambienti di lavoro (sedi di zona, autorimesse, officine, uffici, spogliatoi, ecc) con frequenze di passaggi calendarizzate e calate in ragione delle specifiche esigenze di operatività di ogni singola sede. Sono state altresì igienizzate le cabine dei veicoli pesanti e leggeri con appositi e specifici prodotti.

· Presso le officine di manutenzione, sono stati sanificati gli ambienti di lavoro ed è stata data in dotazione ad ogni unità di personale apposito flacone di dotazione personale al fine di igienizzare e sanificare le parti soggette ad attività manutentive prima di operare.

· Come da prassi aziendale, sono stati forniti i DPI e sono state date specifiche indicazioni su come operare in squadre di lavoro, specie quando, per precipue lavorazioni, sia necessario che la squadra composta da due persone, sia ad una distanza inferiore ad 1 metro (mascherina facciale filtrante FFP2/3); son state altresì messe a disposizione tute di lavoro di tipo monouso per le lavorazioni.

· Con riferimento ai turni di lavoro, sono state date disposizioni di scaglionamenti dell’attacco e stacco turno di circa 15-20 minuti al fine di evitare addensamento di personale all’interno degli spogliatori, è stato fatto specifico divieto di fare la doccia (per evitare effetto aerosol) salvo casi particolari da concordare con i preposti.

· E’ stato agevolato, per il personale di ufficio e per tutti coloro per i quali la prestazione in presenza non è ritenuta indispensabile, la prestazione di lavoro da remoto c.d. “lavoro agile”, tramite l’utilizzo di connessioni informatiche specifiche sia con utilizzo di dotazioni IT aziendali che personali. Tale attività, che ha investito oltre 700 dipendenti, è di tipo continuativo e si estende a tutto il periodo dell’emergenza.

Dalle grandi alle piccole realtà: a Novara, per la difficoltà del loro reperimento, DPI come le mascherine FFP2/3 sono state fornite ad un’apposita squadra che, a seguito di una modifica organizzativa, opera in esclusiva lo svuotamento. Un interessante ordine di servizio che richiede agli operatori della raccolta, i cui compiti sono meno gravosi in questo periodo di lock down, di sanificare alcune parti della cabina (volante, leva del cambio, maniglie di apertura porte ecc.) con detergente a base di ipoclorito di sodio.

di Alessandro Sasso (Fonte gsanews.it)